Il primo orologio non si scorda mai e, che sia stato un regalo per la Prima Comunione, per la promozione di quinta elementare o sia il famoso “orologio del Dixan” regalato dal papà per insegnarci a leggere l’ora, ne portiamo sempre un ricordo prezioso, forse perché da quel momento guardare il polso diventerà un gesto quasi meccanico compiuto tutti i giorni della nostra vita e che accompagnerà ogni genere di emozione tra scadenze, successi, tensioni, fallimenti e vittorie.
Ma un altro orologio che non si scorda mai è il primo orologio che abbiamo comprato con i nostri soldi che, essendo questa una cosa che si fa da giovanissimi, erano quasi sempre molto pochi! Ad esempio, io ricordo che il primo orologio che comprai con i miei soldi costava 60.000 lire, 50mila erano il regalo di mia Nonna per la cresima e 10mila le aggiunse mio padre. Era il 1996, io avevo 11 anni e l’acquisto di quell’orologio me lo ricordo bene avendolo comprato con grande commozione perché mia nonna a vedermi cresimato non ci arrivò, morì infatti dopo lunga malattia qualche settimana prima (forse per quello me li diede in anticipo). Era uno Swatch che comprai in un negozio di abbigliamento del piccolo paese nel quale abitavo all’epoca e, del resto, con quella cifra non avrei potuto comprare altro.

Il mondo da allora è cambiato e, nonostante un netto e paradossale (quanto poco razionale) incremento dei costi degli oggetti legati al mondo del lusso, Internet, la globalizzazione, la concorrenza e l’avanzamento tecnologico delle lavorazioni sono solo alcuni dei fenomeni che hanno permesso a tutta una serie di beni che prima erano meno accessibili di diventare alla portata di tutti. In particolare nel mondo dell’orologeria, negli ultimi 5 anni stiamo assistendo allo sviluppo di una serie di marchi molto economici ma che permettono di portare a casa, con somme decisamente esigue, orologi che poco hanno da invidiare a prodotti ben più costosi.

Fino a poco tempo fa l’utilizzo di un vetro zaffiro e di una ghiera ceramica su orologi automatici con listini inferiori a 500€ era, infatti, una chimera mentre avere bracciali con maglie e terminali pieni era un retaggio di orologi che si avvicinavano più a 1000€ che a 100, per non parlare di altri dettagli come la presenza di luminescenze performanti su indici e lancette. Grazie ai grandi marketplaces ora persino un giovane studente delle scuole superiori con la passione per l’orologeria può permettersi di portare a casa un segnatempo di buon livello costruttivo e con performances elevate senza doversi limitare al solito orologio di plastica o di lamierina di cui, fino a qualche tempo fa, si sarebbe dovuto accontentare. Insomma, nonostante l’incremento continuo dei listini dei marchi più noti che sempre più spesso pone il cliente medio davanti alla scelta di comprare un orologio o cambiare macchina, l’attuale mercato sta evolvendo verso un’orologeria alla portata di tutte le tasche assottigliando sensibilmente, almeno a livello qualitativo, le differenze con i grandi marchi.

Ovviamente c’è chi, di fronte a questi fenomeni, prova un certo quanto incomprensibile fastidio. Si tratta degli speculatori, degli investitori e dei classisti del mondo dell’orologeria per i quali è dura prendere atto che la maggior parte delle volte ciò che fa la differenza tra un orologio da 15.000€ e uno da 1500€ è poco più del marchio inciso nel quadrante.
Queste persone, tuttavia, dovrebbero rasserenarsi poiché la presenza di orologi Entry Level non lede il mercato, e, anzi, lo fortifica non facendo che aumentare la consapevolezza e il piacere dell’acquisto da parte di nuovi appassionati che avranno presto la voglia di integrare e ampliare le proprie collezioni con orologi storici, calibri complessi e marchi blasonati. Accompagnare il neonato appassionato di orologi in un percorso di crescita senza compromessi, permettendogli di godere al meglio della propria passione, dovrebbe essere il primo scopo di una community consapevole e coesa. Ma voi cosa ne pensate?


