Alessandro con te, in questa intervista, vorremmo esplorare, per quanto è possibile, il collezionismo dell’alta orologeria. Certamente è un ambito di nicchia particolare, cominciamo con il dare qualche numero. Ti sei fatto un’idea di quanto è esteso il fenomeno nel nostro Paese? Su internet, a guardare le frequentazioni degli utenti alle trasmissioni dedicate agli orologi sono numeri interessanti…
Pierluigi da appassionato di orologeria, quale tu stesso sei, avrai avuto modo di comprendere che il fenomeno, da qualche anno, è in rapida espansione e gli appassionati, o più semplicemente i curiosi che gravitano attorno al collezionismo dell’orologeria, aumentano quotidianamente complici anche i tanti contenuti di sempre maggior qualità che i social propongono. Il canale YouTube TOC che ho fondato conta poco meno di 40.000 iscritti in 4 anni dalla sua apertura, e ogni mese si iscrivono più di 1.000 nuove persone, sintomo evidente di un interesse vivo e crescente.
Allora, cominciamo la nostra “esplorazione “… Come nasce questa passione? Tradizione di famiglia o scoperta tua?
La mia è una famiglia modesta, nessuno ha mai collezionato orologi o mostrato interesse verso questo mondo. E da piccolo osservavo gli orologi con la innata curiosità che un bambino riversa sul mondo. Eppure, anche solo in qualità di accessori, erano oggetti che mi intrigavano. Complice anche mio padre che, da buon informatico, alla fine degli anni ’80 mi spiegava le caratteristiche del suo nuovo Casio DW3000 impermeabile 300m e intelligente quasi quanto uno di quei grandi calcolatori raffreddati ad acqua su cui lavorava. Era una grande novità per l’epoca e soprattutto quell’orologio era sempre al polso del mio papà, non potevo non amarlo.

Casio DW3000 ( Fonte Reddit)
Cosa ha di magico un orologio, sempre parlando di alta orologeria, per scatenare una passione… costosa?
Un orologio meccanico è un corpo che vive di vita propria. Questo è il concetto che mi ha fatto avvicinare all’orologeria meccanica: un oggetto che non ha bisogno d’altro se non della tua energia per poter “vivere” e segnare inesorabilmente il tempo che scorre. Se ci pensi è un po’ paradossale pensare a un oggetto praticamente eterno il cui compito, tuttavia, è segnare il tempo che per noi invece scorre a volte troppo velocemente. Se a questo aggiungi che tutto ciò, nell’alta orologeria, è frutto delle abilità artigiane del Maestro orologiaio che, chino nella penombra del suo banchetto da lavoro, rifinisce lentamente a mano i minuscoli ingranaggi che scorreranno con estrema precisione in una danza scandita dai secondi che passano… beh non si può non rimanere affascinati da tutto ciò! Pensa che, ancora oggi, diverse manifatture indipendenti lavorano spesso così. Un esempio è il Maestro Konstantin Chaykin che ho anche avuto la fortuna di poter intervistare in un video su TOC. Ogni nuovo orologio lo disegna, progetta e costruisce personalmente a mano per poterne determinare funzionalità ed eventuali difetti da correggere. Forse la bellezza insita di tutto ciò è anche la riscoperta di una cultura dell’artigianato che negli ultimi decenni abbiamo lentamente perso a favore della sfrenata globalizzazione e automazione dei processi produttivi. Tutto questo, naturalmente, è costoso. Spesso enormemente costoso.

Konstantin Chaykin ( fonte Konstantin Chaykin)
A volte per pure motivazioni collezionistiche, come il Rolex Daytona appartenuto a Paul Newman e venduto all’asta per circa 18 milioni di euro, nonostante contenuti tecnici di fatto banali; altre volte il costo è dato dalle complicazioni di un orologio, cioè dalle funzioni che riesce a svolgere, come segnare le fasi lunari o avviare dei veri e propri rintocchi – un po’ come delle campane – che, nell’epoca in cui non esisteva l’elettricità, e di notte a parte le candele si viveva al buio, avevano il vitale compito di dire che ora fosse. Quest’ultima complicazione, forse la più affascinante dell’orologeria meccanica, è chiamata “ripetizione minuti” e ha costi che spesso superano i 100 mila euro. Ma per esserne affascinati e appassionati non è necessario possedere una ripetizione minuti. Come ho sempre sostenuto, non ritengo sia il costo di una passione a poterne determinare l’intensità. Non è necessario possedere. Ci sono tanti appassionati d’arte o di supercar che non potranno mai appendere in salotto uno Schifano o parcheggiare in garage una Ferrari.

Rolex Daytona Paul Newman ( fonte Phillips)
Quanto è importante la storia del brand (es Omega e Panerai o Rolex) nella scelta? Oppure siamo in pieno narcisismo?
La storia del brand gioca un ruolo fondamentale in questa passione per l’orologeria meccanica. Almeno per me. Alcune maison hanno dato vita all’orologeria meccanica per come la conosciamo oggi, e spesso innovano e si rinnovano gettando le basi per il futuro. Ma non è solo innovazione. Spesso è storia fine a se stessa, a volte anche lontana del tempo, ma che dona fascino e romanticismo a un orologio che, senza storia, sarebbe solo uno strumento per leggere l’ora. Non ci sarebbe nulla di male, sia chiaro, ma forse non si potrebbe parlare di “passione”. Ma la storia non è tutto. Ci sono molte maison – soprattutto tra gli indipendenti – che amo e che la propria storia la stanno scrivendo proprio ora: ecco, per me non è importante solo quanto lunga sia la storia di una maison, ma è anche importante quanto bella sia questa storia, anche fosse iniziata solo da pochi anni. Tuttavia, in uno slancio di massima sincerità, non posso negare che tutto sia quasi sempre ricollegabile proprio al narcisismo. Lasciami spiegare. L’orologio meccanico, oggi, è un accessorio inutile. Possiamo leggere l’ora in qualsiasi momento semplicemente alzando un attimo il naso all’insù. Anche ora i nostri lettori possono sapere immediatamente che ore sono guardando per un attimo lo schermo del telefono o del computer che stanno utilizzando per leggere quest’intervista. E allora che scopo ha l’orologio meccanico? Beh, facile, appagare se stessi. E guarda, non è necessariamente questione di status, sfoggiare l’orologio più costoso, più prezioso o più complicato. Conosco diversi collezionisti che l’orologio preferiscono nasconderlo per mostrarlo solo quando si ritrovano tra appassionati. Io stesso indosso l’orologio per me stesso, come ho fatto anche durante i periodi di lockdown nel corso della pandemia. Il narcisismo sta nell’appagamento personale, magari per un traguardo raggiunto nell’acquistare un orologio bramato per anni, o anche solo nel sentirsi come gli astronauti delle missioni Apollo con al polso l’Omega Speedmaster.
Un tempo la passione si alimentava con le riviste. Oggi c’è la rete… questo moltiplica la diffusione della comunicazione. E la qualità della comunicazione si è impoverita (complice forse delle televendite?)
E la qualità dell’informazione va sempre più impoverendosi, aggiungo. Ma la colpa, a mio avviso, non è solo dei creator, bensì spesso degli stessi mezzi di informazione, primi tra tutti i social, che impongono una comunicazione sempre più immediata e, pertanto, necessariamente povera di contenuti. Con l’avvento di TikTok e i suoi video da 1 minuto la soglia dell’attenzione è calata sempre più drasticamente, tanto che anche altre piattaforme hanno dovuto adeguarsi come Instagram con il formato Reel e la stessa YouTube con il formato Short da 1 minuto. Cosa si può mai dire in un solo minuto? Eppure le cose pare stiano già cambiando. TikTok ha iniziato a incentivare video lunghi 10 minuti, YouTube sta implementando il formato Short da 3 minuti e probabilmente Instagram si adeguerà a ruota, per citare i tre maggiori canali social di informazione.
Ma il problema sta anche nelle sponsorizzazioni, è innegabile. I social sono diventati un veicolo promozionale fenomenale, Chiara Ferragni insegna, spesso diventano una vera e propria professione, ma se i contenuti prodotti dai creators diventano recensioni di prodotti e orologi da vendere, al pari di una televendita, è evidente che tali video non potranno che essere poveri di contenuti.
Sia chiaro, nulla di male nel monetizzare il proprio lavoro, purché sia trasparente. Ecco perché ogni video che promuove un prodotto andrebbe sempre segnalato come tale attraverso le apposite etichette pubblicitarie messe a disposizione dagli stessi social su cui vengono pubblicati questi contenuti. Dovrebbe essere obbligatorio, ma consentimi di dire che ancora oggi i social sono un farwest.
Qual è il profilo del collezionista tipico?
La prima cosa che ho notato aprendo un canale YouTube molto settoriale, come quello dell’orologeria, è che il tuo pubblico è lo specchio di ciò che tu stesso rappresenti. Il mio pubblico, che oggi sono praticamente i miei amici (e tantissimi li conosco anche di persona), è composto per la maggior parte da 40enni professionisti. Ma sarebbe riduttivo considerarlo il profilo del collezionista tipico. Innanzitutto perché il collezionista di orologi spazia da quelli più economici a quelli più costosi (ed è bene ricordare che ci sono molti orologi economici con grande storia e valore collezionistico); in secondo luogo perché all’orologeria si appassionano adolescenti come adulti, in un range di età praticamente senza limiti.
Tuttavia un profilo più preciso credo ci sia: il collezionista tipo di orologi meccanici mostra quasi sempre una certa sensibilità verso argomenti più ampi come la storia, la meccanica, l’arte in genere.
Il brand dove ti senti più rappresentato?
Ecco questa è una domanda difficile. Potrei banalmente rispondere con il nome di un marchio e cercare di trovarne le motivazioni. La realtà è che, almeno nel mio caso, la passione per l’orologeria è altalenante e ti trascina giorno dopo giorno lungo una spirale di desideri, simpatie e antipatie in cui è difficile definire dei gusti precisi. Ciò che credo mi rappresenti oggi, e che sta guidando la mia collezione negli ultimi tempi, è un’orologeria moderna e di nicchia che non ha paura di rompere gli schemi con i grandi classici, il porto sicuro per ogni maison storica. Tra tutte, per me, oggi spicca Bulgari con la sua linea Octo Finissimo e con cui Fabrizio Stigliani Buonamassa – Product Creation Executive Director di Bulgari – ha reinventato il concetto di orologio ultrapiatto rendendolo sportivo grazie al titanio e in generale a un design futuristico tipico di pochi grandi indipendenti. Senza contare, come oramai avranno capito i nostri lettori, che “ultrapiatto” evidentemente è sinonimo di una meccanica di grande pregio (oltre che, come i questo caso, rifinita a mano). E difatti, nel 2017, con l’Octo Finissimo in titanio aveva anche stabilito il record per l’orologio automatico più sottile al mondo. Ecco, questa è l’orologeria che oggi più mi emoziona.

Bulgari Octo Finissimo calibro BVL138 prima serie ( Alessandro)

Bulgari Octo Finissimo Titanio referenza 102713 ( Alessandro)
E le donne che rapporto hanno con questa passione?
Potrei risponderti con una percentuale: tra il mio pubblico, le donne rappresentano il 4% del totale. Troppo poco? Non saprei dirlo, ma comprendo come l’orologeria meccanica, e il suo contenuto tecnico, possa incuriosire più un uomo di una donna che, inevitabilmente, sarà più attratta da un gioiello. Forse è questo il motivo per cui molti brand puntano all’orologio sportivo maschile, di taglia più grande e spesso in acciaio, piuttosto che a orologi gioiello che, seppur sempre presenti a catalogo, costituiscono un’offerta minoritaria. Eppure, come dicevo, le donne davvero appassionate a questo mondo ci sono e spesso scelgono proprio orologi sportivi di diametro generoso.

Bulgari Serpenti Tubogas ( fonte Bulgari)
Gli smartwatch cambieranno la magia dell’orologio?
Non si può escludere. Ritengo sia una possibilità. Lo smartwatch svolge sempre più funzioni, spesso molto utili, e in futuro potrebbe diventare sempre più intelligente e sempre più indispensabile, diventando un accessorio irrinunciabile, come lo è oggi lo smartphone. Molti appassionati, già oggi, non possono farne a meno, indossando il proprio amato orologio meccanico ad un polso, e lo smartwatch sull’altro polso. C’è però una considerazione da fare: l’orologio meccanico, proprio perché inutile, spesso è una scelta narcisistica dettata meramente dal proprio ego e appagamento personale. Per molti, inutile negarlo, è anche status. Tutte cose che uno smartwatch oggi non può offrire e probabilmente non potrà fare neppure in futuro. A meno che i grandi brand, come sta accadendo per le supercar elettriche, non virino essi stessi sugli smartwatch, iniziando a produrre “status da polso elettronici” e sostituendo la “vecchia” orologeria meccanica. Mi auguro non accada, ma sono pronto a tutto.

Apple Watch ( fonte Apple)
Ti senti un influencer?
Purtroppo sì. Ma per essere influencer non è necessario avere un sociaI o un pubblico numeroso. Tutti noi abbiamo influenzato e siamo stati influenzati da un amico, un conoscente, uno sconosciuto per strada che indossava magistralmente un capo di abbigliamento o proprio un orologio. Quindi ribadisco, purtroppo sì, perché sento la grande responsabilità di dare sempre il giusto consiglio cosicché chi mi ascolta non spenda male i propri soldi. Ma aggiungo anche che è inevitabile, perché le nostre scelte in un modo o nell’altro sono sempre influenzate da qualcosa o da qualcuno, che parli su un social o cammini per strada.
Qual è il messaggio che vuoi portare nelle tue trasmissioni?
C’è un motivo per cui ho iniziato a parlare di orologeria sui social e ho aperto un canale YouTube: avere uno spazio completamente mio. I forum dedicati all’orologeria mi iniziavano a stare stretti, volevo poter scegliere una vera e propria linea editoriale, volevo spaziare dalla storia dell’orologeria meccanica, alle storie di grandi uomini e personaggi straordinari legati all’orologeria, come Panerai con la Regia Marina Militare Italiana o Omega con le missioni Apollo della NASA, passando per Napoleone e la sua collezione di orologi Breguet.
Il messaggio è accrescere se stessi, e sarò sincero il primo a crescere culturalmente e umanamente da quando è iniziato questo progetto su YouTube sono stato proprio io anche affrontando commenti negativi, critiche e idee diverse dalle mie. Ma come si dice: solo uno stupido non cambia mai idea.

Panerai Luminor vintage ( fonte Spazio21)
Una battuta sul mercato dell’alta orologeria: qual è il brand che rientra nei sogni dei collezionisti?
La risposta più semplice è Patek Philippe. È indubbiamente un sogno ambito da ogni collezionista. Patek rappresenta l’alta manifattura orologiera svizzera e assieme a Audemars Piguet e Vacheron Constantin rappresenta da sempre una delle “big 3” dell’industria svizzera. Ma limitarsi a Patek sarebbe riduttivo, almeno per come la vedo io. Oggi, forse anche grazie (o a causa) di questo mio percorso, metto in cima alla lista l’orologeria indipendente, quella di nicchia, quella di pochi pezzi prodotti artigianalmente a mano ogni anno. Da collezionista mi emozionerebbe infinitamente di più un Chronographe Rattrapante di F.P. Journe, o uno Stargazer di Chaykin (con le sue 17 complicazioni), piuttosto che uno dei nuovi Cubitus di Patek Philippe. La buona notizia è che costano così tanto che non devo neppure pormi il problema di quale acquistare. Continuerò a studiarli e a raccontarli sui social!

Konstantin Chaykin Stargazer ( fonte Konstantin Chaykin)

Patek Philippe Cubitus ( fonte Patek Philippe)


