B-Uhr, nascita e vita della leggenda dell’aria!

Molto spesso accade di trovarci davanti a vere e proprie icone dell’orologeria, rimanendo assuefatti dal loro fascino e dall’aura di mistero che le avvolge, siano esse scovate in un foglio di carta patinata tra le pagine di un giornale o oltre i lussuosi vetri di una gioielleria di centro città. Ci sono addirittura modelli che sono diventati così iconici da essere identificati come la bandiera di rappresentanza dei marchi che li producono. E pochi sono gli appassionati che si interrogano sulla vera storia di quegli orologi le cui origini sono molto meno scontate e molto più entusiasmanti di quanto appare. Eclatante è il caso dei B-Uhren che, soprattutto nel tipo A, molti di noi tendono a identificare come design iconico ed esclusivo del marchio IWC. Ma se sull’iconico non ci sono dubbi, beh, sull’esclusivo è giunto il momento di fare chiarezza, scoprendo una storia diversa e riportando le lancette dei nostri orologi indietro nel tempo!

Un tempo infausto quello nel quale, nel 1935, Adolf Hitler decise di attuare il suo piano di ricostruzione militare della Germania in diretta violazione di quel Trattato di Versailles che, a seguito della sconfitta della prima guerra mondiale, imponeva chiari limiti allo sviluppo delle forze belliche tedesche. Molto importante nella visione del führer (cosa che sarebbe arrivata persino ad ossessionarlo alla fine dei suoi giorni) era l’espansione delle nuove tecnologie di cui la conquista del cielo rappresentava in quegli anni l’elemento più significativo. Non stupisce che lo sviluppo della nascente  Luftwaffe avesse da subito ottenuto risorse e spazio d’azione pressochè infinito.

Un piccolo ma fondamentale tassello tecnologico nel funzionamento della macchina bellica aeronautica tedesca era rappresentato dallo sviluppo di segnatempo efficienti e pratici per accompagnare i navigatori dei bombardieri nella precisione delle loro azioni. Fu questo il motivo che portò Il Reichs-Luftfahrtministerium (RLM), deputato alla ricerca e allo sviluppo delle tecnologie aeronautiche tedesche , a progettare un orologio specifico da assegnare al personale di volo militare.

Nacque Il Beobachtungs-Uhren, che tradotto significa “orologio da osservatore” e che, per comodità, venne molto presto conosciuto da tutti gli addetti ai lavori come B-Uhr.

Un orologio dalla grande visibilità in ogni condizione e, per questo, mastodontico, al punto da toccare 55 mm di diametro. Dimensioni che, oltre alla grande leggibilità, consentivano di incassare agevolmente i generosi  movimenti a carica manuale tipicamente utilizzati negli orologi da tasca e per questo già disponibili in grandi quantità.  I quadranti neri con numeri arabi bianchi facilitavano ulteriormente il compito di una lettura precisa, così come le lancette della spada azzurrate ricoperte di radio, materiale luminescente ampiamente diffuso all’epoca ma, ai giorni nostri, illegale perché ritenuto dannoso per la salute.

Per tutti gli orologi B-Uhr, al di la del marchio che li avrebbe prodotti, era specificatamente richiesto l’utilizzo di una molla del bilanciere Breguet. Il movimento era circondato da un nucleo di ferro, per garantire un anti magnetismo sufficiente a non creare problemi con la strumentazione di bordo. Al fine di permettere un’agevole sincronizzazione dell’orario per le missioni, tutti i B-Uhr erano dotati di movimenti in grado di fermare la lancetta centrale dei secondi tirando la corona che doveva essere sovradimensionata, a forma di diamante o di cipolla, per essere azionata agilmente anche con i grossi guanti in pelle imbottita da avviatore. Gli orologi erano in fine dotati di un cinturino in pelle molto lungo con doppio rivetto di sicurezza, al fine di essere agevolmente posizionati sopra le maniche delle giacche da volo in pelle.

Al di la di piccole modifiche tra una produzione e l’altra, dettate anche dagli approvvigionamenti di componenti, altalenanti in tempi di guerra, I B-Huren, vennero prodotti in due Tipi.

Il tipo A, concettualmente molto semplice, fu prodotto fino al 1941. Venne successivamente affiancato dal Tipo B, caratterizzato da un anello esterno per i minuti e secondi e un anello interno per le ore, rendendo totalmente staccati e immediatamente individuabili i piani di lettura.

Ma chi erano i produttori di questi iconici e leggendari orologi?

Ne contiamo 5, quattro tedeschi e uno svizzero.

  1. Lange & Söhne
  2. Wempe
  3. Lacher & Company/Durowe (Laco)
  4. Walter Storz (Stowa)
  5. Il quinto marchio era la Swiss International Watch Company (IWC), che forniva orologi sia alle forze dell’Asse che alle forze alleate e che produsse orologi (cal. 52T SC) per la Luftwaffe in quantità comprensibilmente minori rispetto ai marchi di bandiera.

Wempe e Stowa usarono movimenti svizzeri, Thommen cal. 31 e Unitas cal. 2812 mentre Lange e Laco utilizzavano i loro calibri di manifattura realizzati in Germania.

Allo stato attuale, non solo IWC ma anche Laco e Stowa, producono ancora i loro B-Uhren, più che altro come rivisitazioni storiche e, mentre la prima si concentra sul mercato del lusso, le seconde sono attualmente decisamente più abbordabili e presentano caratteristiche costruttive molto simili a quelle presenti nei modelli dell’epoca. Ma tu conoscevi tutta la storia dei B-Uhren tedeschi?

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