I MOVIMENTI DEGLI OROLOGI, ALCUNE NOZIONI

Ciao Clockface sono Sam e oggi vorrei parlarvi nello specifico dei movimenti che animano i segnatempo!

Come forse molti di voi sapranno ci sono due tipi di movimenti degli orologi: il movimento al quarzo e il movimento meccanico

Il movimento al quarzo è il più comune e utilizza un oscillatore al quarzo per mantenere il tempo. Questo oscillatore è alimentato da una batteria elettrica e genera un’onda elettronica a frequenza costante. Questa onda viene quindi convertita in un segnale di impulso che viene inviato a un motore che muove le lancette dell’orologio. I movimenti al quarzo sono generalmente più precisi e richiedono meno manutenzione rispetto ai movimenti meccanici, ma possono avere un aspetto meno tradizionale, anzi a volte anche bruttino da vedere.

Il movimento meccanico utilizza invece una serie di ingranaggi, molle e bilancieri per mantenere il tempo.

Ci sono due tipi di movimenti meccanici: il movimento automatico e il movimento a carica manuale. Il movimento automatico utilizza l’energia cinetica del movimento del polso dell’utente per mantenere l’orologio in funzione, mentre il movimento a carica manuale richiede che l’utente carichi manualmente l’orologio girando la corona.

In generale ricordiamoci che i movimenti meccanici sono spesso considerati più raffinati e di alta qualità rispetto ai movimenti al quarzo, ma richiedono una maggiore manutenzione e possono essere meno precisi ma da come si evince dalla foto qui sopra, un movimento meccanico è sicuramente piú bello da vedere rispetto ad un quarzo, quasi una forma d’arte!

 

Vorrei approfondire ulteriormente il movimento automatico di un orologio, noto anche come movimento a carica automatica; come detto sopra esso si basa su un sistema di rotore che sfrutta l’energia cinetica del movimento del polso di chi lo indossa per mantenere l’orologio funzionante.

 

Il rotore è una componente mobile all’interno del movimento dell’orologio che ruota liberamente su un asse. Quando l’orologio viene indossato, il movimento naturale del polso dell’utente fa girare il rotore, che a sua volta trasferisce energia al sistema di carica dell’orologio.   

 

Il sistema di carica è costituito da una molla principale, che accumula l’energia cinetica generata dal rotore e la trasforma in energia potenziale elastica. Questa energia viene poi rilasciata gradualmente attraverso l’azione di un meccanismo di scappamento, che regola il movimento del tempo dell’orologio.

Quindi il movimento automatico di un orologio è progettato per funzionare senza bisogno di batterie o di una carica manuale. L’energia cinetica generata dal movimento è sufficiente per mantenere l’orologio in funzione per un periodo di tempo variabile a seconda del tipo di movimento e delle sue specifiche tecniche.

 

Tuttavia, se l’orologio non viene indossato per un lungo periodo di tempo, può esaurire la sua carica e si fermerà. In questo caso, l’orologio può essere ricaricato manualmente attraverso la rotazione della corona o del rotore, oppure utilizzando un apposito dispositivo di carica automatica.

 

Come ho detto prima bisogna ricordare che un movimento meccanico è meno preciso rispetto ad un movimento al quarzo che genera impulsi regolari anche perché è soggetto a una serie di fattori che possono influenzare la sua precisione. Ad esempio, un orologio meccanico utilizza parti meccaniche, come ingranaggi e molle, che possono subire usura e deformazione nel tempo, il che può causare una perdita di precisione. Inoltre, l’accuratezza di un orologio meccanico può essere influenzata da fattori esterni, come la forza di gravità, il movimento dell’orologio stesso o le variazioni di temperatura, che possono causare oscillazioni nella frequenza del pendolo o del bilanciere. Per questo è consigliato di far revisionare i propri orologi automatici da un tecnico orologiaio e io consiglio di farlo circa ogni 5 anni.

 

D’altra parte, un orologio al quarzo che utilizza un oscillatore di cristallo che vibra ad una frequenza molto precisa e costante l’accuratezza dell’orologio al quarzo è meno influenzata da fattori esterni rispetto ad un orologio meccanico.

 

Spero che questo articolo ti sia stato utile per capire un pochino le differenze tra i movimenti e che tu possa apprezzare il grande lavoro tecnico e artistico dietro la creazione di movimenti meccanici, specialmente quelli con molte complicazioni, ovvero le funzioni che vanno oltre il “semplice” segnare l’ora.

 

Alla prossima SAM

 

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