C’era un tempo nel quale le persone compravano un orologio perché serviva, perché piaceva, per le funzioni che aveva e per la sua affidabilità nell’uso quotidiano. Gli orologi finivano dalla scatola al polso nel tempo che serviva per regolare il bracciale, accompagnavano chi li acquistava fino a che non si rompevano e, talvolta, per la vita. Le gioiellerie non erano l’unico luogo nel quale trovare un orologio che, spesso, veniva invece comprato come completamento della propria attrezzatura, ad esempio, in negozi specializzati di subacquea. E’ così che molti segnatempo sono diventati veri e propri miti degni delle migliori pagine di storia dell’orologeria, attraverso un processo naturale sospinto e accompagnato dall’apprezzamento di milioni di persone che sugellavano il successo dell’orologio nel modo migliore, ovvero con l’uso quotidiano.

Nell’arco degli anni l’orologio è però diventato un gioiello, in molti casi l’unico per un uomo, un regalo da ricevere o da farsi per un traguardo importante, un oggetto da collezionare, da conservare come un monile e da usare sempre meno spesso. Condizione, questa, che si è rafforzata nel corso degli ultimi 20 anni grazie anche all’aiuto dei social, degli e-commerce per acquisti più facili e dei forum per ricostruire storie spesso perdute e, talvolta, con una buona dose di fantasia. Con la riscoperta ed il riaffermarsi dell’orologeria storica e tradizionale i grandi marchi hanno quindi gradualmente adeguato i prezzi all’offerta, in maniera “strana”. La gente voleva più orologi? Loro li facevano diventare, nonostante di costruzione industriale e massiva, sempre meno reperibili e, per questo, sempre più rari e cari. L’ombra dell’investimento copriva così, lenta e inesorabile come una nuvola di temporale, il mondo dell’orologeria contagiando, coloro che fino ad allora erano cultori dell’argomento o semplici acquirenti, con la promessa di facili profitti. Dall’inizio degli anni dieci del nuovo millennio acquistare un orologio importante sembrava essere il miglior modo per fare soldi facili. Solleticava non poco, infatti, pensare di poter comprare un orologio da 10.000,00 – 15.000,00 euro che, una volta uscito dal negozio, potesse magicamente valere il 40,60 o, addirittura, il 100% in più.
Giusto per comprendere con numeri alla mano il fenomeno basti pensare che a inizio degli anni 2000 il prezzo di listino di un Rolex Submariner era di 3.229€ e si comprava tranquillamente con lo sconto e in pronta consegna, ora è di 9.150€, si può comprare solo tramite lista d’attesa e c’è chi, per averlo subito, è disposto a pagare da rivenditori terzi anche 5.000€ in più rispetto al prezzo di listino.

Un comportamento anomalo sia degli acquirenti che dei produttori che, non a caso, prende il nome di bolla riportandomi alla mente quando da bambino gonfiavo quelle magnifiche bolle di sapone che più erano colorate e grandi e più facilmente scoppiavano una volta preso il volo. Anche questa bolla scoppierà? Certamente nel mondo dell’orologeria c’è da fare una distinzione tra orologi attualmente in produzione e pezzi da collezione d’epoca, sempre meno reperibili e per questo destinati ad assumere sempre più valore nel tempo. Non avrò più, per esempio, la possibilità di comprare un Omega Speedmaster Alaska Project che fino a qualche anno fa si faceva fatica a vendere a 3.000€ e che adesso non si trova a meno di 18.000. Pur non essendo compreso al tempo del lancio, infatti, è diventato ora un orologio raro e destinato ad esserlo sempre di più, costringendo l’appassionato che lo desidera in collezione a spendere quasi quanto per l’acquisto di un’Audi A1 nuova di zecca! Ma se questo vale per orologi non più in produzione è difficile che il mercato continui a sostenere la follia di street prices superiori al listino di orologi in corso di produzione solo perché le aziende ne producono scientemente meno della richiesta.

A dimostrazione di questo basta pensare che, nonostante il mercato degli orologi di lusso goda tuttora di ottima salute, i prezzi degli usati supervalutati stanno iniziando a calare a seguito della decisione degli acquirenti di attendere piuttosto che comprare orologi altrettanto meritevoli ma meno in hype. Del resto non dimentichiamo che il fenomeno della bolla in ambito orologiero esiste solo da pochi anni mentre l’orologeria da polso ha ampiamente superato i 200 anni di storia e non è detto che non subisca ulteriori stravolgimenti nel medio e lungo periodo. Io a fare investimenti pazzi nel 2023, starei attento!


