Un titolo senza dubbio provocatorio, anche perché l’orologeria svizzera non viveva da molto tempo delle annate così floride, sia dal punto di vista del fatturato che della crescita del pubblico sempre più partecipe e affiatato. Infatti, nel 2022 le maison svizzere hanno registrato un giro d’affari di 23,7 miliardi di franchi, facendo risuonare un +11,6% rispetto al 2021, siamo ancora in attesa dei dati di chiusura del 2023, ma si prevedono ulteriori crescite. L’aumento dei listini della maggior parte delle Maison è un fattore che ha inciso drasticamente, ma nonostante le lamentele di diversi utenti non ha fatto demordere gli amanti dei segnatempo.
Sul podio, a guidare la classifica dei marchi svizzeri con maggior fatturato, come nel 2021, ci sono Rolex, Cartier e Omega. Ma quello che ha fatto scalpore sono stati i dati straordinari indicati dallo Swiss Watch Industry Report che ha registrato un aumento del fatturato del 50% di Swatch rispetto all’anno precedente. Numeri che in casa Swatch non si vedevano da anni, complice l’uscita dei MoonSwatch presentati nel marzo 2022, i dati non mentono, oltre un milione di pezzi venduti. Un orologio che ha avvicinato moltissimi “curiosi” al mondo dell’orologeria, che grazie alla sua frizzantezza, ai suoi colori sgargianti, al suo design iconico, alla storia dietro lo Speedmaster Moonwatch e ad un prezzo molto competitivo, ha destato molto clamore. Il gruppo Swatch ci ha voluto provare di nuovo, presentando i Bioceramic Scuba Fifty Fathoms, in collaborazione con Blancpain, il marchio registrato di orologeria più antico al mondo, fondato in Svizzera, a Villeret, nel 1735; nonostante questo, la manifattura più antica a non aver mai interrotto la propria produzione è Vacheron Constantin, fondata vent’anni dopo. Nel 1992 si è aggregata allo Swatch Group, che a distanza di trent’anni ha voluto esaltare il modello più iconico della Maison di Villeret, presentando cinque varianti di questi Scuba in bioceramica. L’orologio in questione è il Fifty Fathoms, da sempre protagonista di un 1 VS 1 con il Rolex Submariner, contendendosi il primato di diver più antico. Benché il primo orologio resistente all’acqua fosse il Rolex Oyster, presentato nel 1926, utilizzato dalla nuotatrice Mercedes Gleitze durante la traversata della Manica, non possiamo parlare di diver puro, in quanto non presentava tutte le caratteristiche di un vero e proprio orologio da immersione: molto resistente all’acqua, di facile lettura, dotato di una ghiera girevole e di un bracciale solido. L’anno di svolta per i diver fu il 1953, quando nacque il Rolex Submariner e probabilmente anche il Fifty Fathoms, anche se da una recente ricerca e approfondita pare che il vero anno di nascita sia stato il 1955. Non è ben chiaro quale dei due sia nato prima e in questo articolo non affronteremo la quaestio che riguarda i diver delle due manifatture, ma ciò che riguarda la recente collaborazione tra Blancpain e Swatch.

Il Fifty Fathoms nacque a seguito di una richiesta di due ufficiali della Marina francese poiché necessitavano di un tool watch adatto alle loro missioni di spionaggio subacquee.
La base dalla quale per la collaborazione i diver appartenenti al catalogo di Swatch, gli Scuba, che sono stati rivisitati a tutto tondo prendendo ispirazione dai cinque oceani.
Tutti e cinque i modelli hanno una cassa da 42,3mm di diametro, con uno spessore di 14,4mm e un lug to lug di 48mm in bioceramica, materiale innovativo di Swatch realizzato da due terzi di ceramica e un terzo di plastica di origine naturale derivante dall’olio di ricino.
Uno slogan che da tempo vige all’interno della manifattura di Villeret è: “Dal 1735 non c’è mai stato un Blancpain al quarzo. E mai ci sarà.”. Anche in questa occasione questa regola interna è stata rispettata, infatti, tutti e cinque i modelli sono dotati del movimento meccanico System 51 di Swatch, calibro di fabbricazione svizzera composto da 51 componenti, tenuto saldo da un’unica vite centrale, con una riserva di carica di 90 ore e completamente amagnetico. Ogni Bioceramic Scuba Fifty Fathoms presenta una stampa dell’oceano di riferimento sul meccanismo e sul fondello a vista è stampato il disegno dei coloratissimi nudibrachi che gli corrispondono.
Gli orologi sono impermeabili fino a 91 metri, profondità dichiarata non a caso. Infatti, l’origine del nome Fifty Fathoms deriva dall’unità di misura Fathom (=braccio) che corrisponde a 1,8288 metri; per l’appunto il primo Fifty Fathoms di Blancpain era in grado di garantire il proprio funzionamento fino ad una profondità di 91,44 metri, proprio come il modello prodotto in collaborazione con Swatch.
Una delle novità più gradite dagli appassionati è senza dubbio l’introduzione dei cinturini NATO realizzati in materiale riciclato proveniente dalle reti recuperate in mare, che risulta essere il perfetto compromesso tra comodità, estetica e sostenibilità, indubbiamente superiore al vecchio NATO montato sui MoonSwatch.
In primis i due modelli più evocativi sono l’Antarctic e l’Arctic. Questi sono quelli rimasti più fedeli al Fifty Fathoms originale, poiché non presentano la data, a differenza degli altri modelli. Inoltre, l’Arctic sul quadrante beige sfumato riporta ad ore sei un trifoglio rosso contenuto all’interno di un cerchio arancione, come la ghiera, con una croce bianca che lo attraversa e in basso la dicitura “NO RADIATIONS” che richiama una configurazione di Fifty Fathoms che riportava questo simbolo, in quanto primo orologio al mondo senza radio. Il nudibranco presente sul rotore di questo modello è il Dendronotus Frondosus, dalle forme morbide e di un colore rosso fuoco.

Invece, l’Antarctic oltre ad essere privo dell’indicazione della data, ad ore sei presenta un indicatore bicolore di contatto con l’acqua che ne rileva la presenza cambiando colore, caratteristica di storici orologi militari e molto ricercata dagli appassionati.

Successivamente i modelli che presentano la data tra ore quattro e ore cinque.

Il Pacific con una cassa gialla che entra in contrasto con la ghiera girevole nera, inoltre, il color metallo sfumato regala un meraviglioso effetto al quadrante. Versione ispirata al Chromodoris Kuiteri, nudibraco dalle forme e dai colori strabilianti, luminoso come il sole, che popola le acque calde dell’oceano Pacifico.

L’Atlantic, la mia colorazione preferita come anche quelli della collezione MoonSwatch, che grazie alla loro cassa e la ghiera blu e il quadrante blu degradè, crea una perfetta combinazione di tonalità del colore del Glaucus Atlanticus, quello dalle forme più particolari, denominato anche “drago blu”.

Infine, l’Indian dove il colore protagonista è il verde con la lancetta dei secondi arancione che contrasta benissimo con il quadrante, esaltando i colori strabilianti del Nembrotha Kubaryana.
La collaborazione è senza dubbio un’operazione di marketing importante da parte di Swatch, che oltre a presentare degli orologi senza dubbio simpatici e con dei dettagli interessanti, potrebbe riuscire a far avvicinare un pubblico ancora più grande a Blancpain, aumentando l’interesse che gravita intorno a uno dei più grandi marchi dell’orologeria svizzera, non più limitato a una nicchia di appassionati. Nonostante il prezzo di listino di 390€, giustificato anche dal movimento meccanico, le file fuori dai vari Store sparsi per il mondo non erano brevi, anzi. Purtroppo, il fenomeno dei reseller improvvisati, riscontrato anche con i MoonSwatch, si è verificato anche con i Bioceramic Scuba Fifty Fathoms che sono spuntati sui vari siti di rivendita online ad un prezzo maggiorato. Parentesi che dispiace perché sarebbe stato più apprezzabile se ad acquistarlo fossero stati dei clienti interessati al prodotto e non al lucro su di esso, nonostante molti lo abbiano tenuto per sé.
In attesa di sapere se ci saranno delle nuove collaborazioni nei prossimi mesi ci auguriamo che questa operazione possa avvicinare sempre più persone al nostro mondo.


